Come valutare correttamente un aspiratore di polveri per marmo?

Guida alla scelta della parete o banco aspirante per le polveri del marmo

Capita a volte che il dispositivo per l’aspirazione e l’abbattimento delle polveri di marmo sia visto come necessario a tacitare un obbligo normativo più che da una sentita necessità di tutelare la salute dei lavoratori, ed in questo caso viene spesso prediletto il macchinario con il minor costo.
Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, chi si dota di un dispositivo per l’abbattimento della polvere nel settore della lavorazione del marmo è ben consapevole dei rischi della silicosi e decide di tutelare sé stesso ed i suoi dipendenti. In questo caso, pur essendo una macchina non produttiva in cui non è quantificabile il ritorno economico, l’investimento in un buon macchinario di aspirazione polveri ricopre un ruolo fondamentale in qualsiasi attività dove viene prodotta polvere di marmo, granito e soprattutto di agglomerati a base quarzo, che in fase di lavorazione espongono l’operatore ad  elevate concentrazioni di silice libera cristallina (causa della silicosi).
Ma allora, come scegliere un buon aspiratore per il laboratorio del marmista? Di seguito una breve guida alle caratteristiche su cui porre l’attenzione nella scelta di una parete, un banco o cabina aspirante.

La Struttura
Come per tutti i macchinari, la solidità della struttura è uno dei primi punti da verificare. A prescindere dal macchinario, ci saranno delle ventole in rotazione indicativamente alla velocità di 1.500-3.000rpm. Una solida struttura evita fastidiose vibrazioni che si ripercuotono nella vita della macchina e sulla rumorosità del macchinario stesso. Più che la scelta del materiale (acciaio inox o acciaio verniciato o zincato non fa tantissima differenza, in quanto ad oggi esistono processi di verniciatura e zincatura che si equivalgono per quanto riguarda la resistenza alla corrosione), occorre porre l’attenzione sulla robustezza della struttura. Quando scegli il tuo prossimo macchinario, chiedine il peso: ti fornirà una veloce indicazione sul tipo di struttura e del macchinario che stai comprando.

Ok, d’accordo la struttura, ma una parete aspirante deve eliminare la polvere di marmo e granito dal luogo di lavoro. Pertanto, gli ulteriori 2 punti importanti da prendere in considerazione sono:

  • Capacità di captare ed aspirare la polvere
  • Capacità di abbattere la polvere

Capacità di captare ed aspirare la polvere
Naturalmente, la cosa più ovvia di un aspiratore per marmisti: il primo passaggio per eliminare la polvere è riuscire ad aspirarla. Molto spesso questa caratteristica viene erroneamente associata ai m3/h dichiarati del ventilatore. Più alto è questo valore, più performante sarà il macchinario e più velocemente riuscirà ad aspirare ed a pulire la zona di lavoro dalla polvere… esempio, se ho una stanza di 5metri x 10 metri x 3metri di altezza ed un macchinario che dichiara 15.000m3/h, riuscirò a pulire la stanza in 36 secondi…. Ovviamente, tutto questo è ERRATO!

Innanzitutto, il ventilatore non ha associato un unico valore di m3/h, ma ad ogni ventilatore è associata una curva il cui valore dipende dalle condizioni operative. Ad esempio, una Ferrari può raggiungere una velocità massima di 250km/h, ma questo valore dipende dalle condizione specifica al momento della misurazione, sicuramente non li raggiunge su una strada sterrata in salita e con 300kg a bordo… Pertanto, tutte le volte che ci viene passato un valore di m3/h, occorre sapere se è un dato di targa del ventilatore (che non ci dà nessuna informazione reale sul macchinario che stiamo acquistando) oppure è un valore misurato di quel ventilatore su quella macchina in particolari condizioni (ad esempio con filtri nuovi o dopo 8 ore di lavoro….).

Ed allora, come fare a capire il reale potere aspirante della macchina che stiamo comprando? Innanzitutto, possiamo affermare che nessun ventilatore sarà in grado di aspirare la polvere se questa è sfuggita alla captazione e si è posata per terra, per cui il compito primario del ventilatore è quello di captare la polvere appena generata durante la lavorazione, prima che si depositi. Un parametro che può dare una indicazione al riguardo è la velocità dell’aria in prossimità del macchinario, ma è un parametro sperimentale che quasi mai viene fornito e quindi risulta difficile fare delle comparazioni tra i vari macchinari. Un altro valore che può avere senso considerare è la potenza del motore, che a parità di condizioni garantisce una maggiore depressione e quindi una maggiore velocità.
In ogni caso, una volta ristretto il numero delle possibili macchine a cui si è interessati, il consiglio che ci sentiamo di dare è, come per tutte le macchine, di testare in prima persona il macchinario e valutarne la capacità di aspirazione, avendo la consapevolezza che se il sistema di abbattimento è formato da filtri meccanici il potere aspirante della macchina diminuirà con il tempo man mano che i filtri si sporcano… ma dell’abbattimento parliamo subito qui di seguito.

Capacità di abbattere la polvere
Ok, abbiamo valutato una rosa di macchinari per marmisti solidi, stabili, in grado di catturare tutta la polvere che produciamo, ed ora? Beh, ora occorre considerare la parte più importante ed allo stesso tempo meno verificabile all’atto dell’acquisto: ovvero, quale percentuale della polvere che viene catturata viene di fatto “abbattuta” e non ritorna nell’ambiente?
Esistono vari sistemi di abbattimento, con acqua interna, con velo di acqua, con varie tipologie di filtri (a maniche, a tasche, etc..), con cicloni e tutte le varie combinazioni.
Ognuno di questi sistemi ha vantaggi e svantaggi e percentuali di abbattimento differenti.
I filtri meccanici (quasi sempre in tessuto) sono la soluzione più semplice per abbattere la polvere anche con rendimenti importanti, prossimi al 99%, ma hanno diversi inconvenienti: innanzitutto si sporcano, andando a richiedere più manutenzione ordinaria rispetto ad altri sistemi (leggasi una costante pulizia). Inoltre, nonostante la pulizia, i filtri non torneranno mai come nuovi, ed andranno quindi nel tempo a diminuire le performance di aspirazione del macchinario, fino a quando sarà necessaria la loro sostituzione completa con un notevole esborso economico (che suggeriamo di farsi quantificare già al momento dell’acquisto).
La soluzione della filtrazione ad acqua sembra essere quindi quella più vantaggiosa, in quanto utilizzandola come mezzo di depurazione non vi sono filtri che si sporcano per cui le performance del macchinario restano invariate nel tempo. Come risultante dell’abbattimento producono fango, ma per aziende che si occupano di lavorazione del marmo questo non dovrebbe essere di difficile gestione. Tuttavia, non tutti i sistemi che si basano sull’acqua sono ugualmente efficaci: ad esempio, le cabine a velo di acqua sono ottime per l’abbattimento della polvere di vernice (molto pesante), ma difficilmente riescono ad avere una efficienza accettabile sulla polvere di marmo e granito; senza contare il fatto che il velo d’acqua è quasi sempre nelle vicinanze dell’operatore creando seri problemi di umidità.
Diverso è il discorso basato su una nebulizzazione di acqua, accompagnata da una gestione della velocità della polvere una volta intrappolata dentro la parete o il banco: riducendo la velocità, andando ad appesantire la polvere con acqua e costringendone il passaggio attraverso percorsi obbligati si arriva a percentuali di abbattimento anche del 99%.


Infine, una soluzione alternativa è quella di combinare diversi sistemi, ad esempio un pre-abbattimento con cicloni + un abbattimento finale con dei filtri. In questo caso si hanno tutti i vantaggi di un aspiratore a secco e un abbattimento garantito del 99%, ma anche una parte filtrante molto limitata, riducendo quindi notevolmente gli inconvenienti relativi ai filtri (come detto, frequente pulizia, calo di prestazioni e costi di sostituzione). Ovviamente, sistemi di questo tipo portano ad un incremento dei costi.
Per quanto riguarda l’abbattimento, quello che ci sentiamo di consigliare è di considerare macchinari con abbattimento certificato da un ente terzo, proprio perché l’abbattimento non è riscontrabile attraverso un dato di targa come la potenza di un motore, ma da una verifica sperimentale sul macchinario, che se eseguita da tecnici terzi indipendenti può essere fonte di maggiore garanzia.
Questa vuole essere una carrellata veloce sulle problematiche relative alle macchine per aspirare la polvere di marmo e altre pietre; pur non esaustiva, può rappresentare un buon punto di partenza per la scelta del prossimo dispositivo di aspirazione per il tuo laboratorio.

Su queste considerazioni e valutazioni tecniche si basa la progettazione dei sistemi di aspirazione e filtrazione Ghines, pensati a tutela della salute del marmista.